Sabrina's profileSabrinaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
SabrinaFRASE DEL MESE : Non esiste gioia che la vita ti darà che potrà eguagliare ciò che ti si negherà. E.R.
|
December 16 Il regalo di NataleAugust 20 Gnappa* e Zecca* nelle MarcheGnappa* e Zecca* esplorano le Marche.
L'anno precedente a questo, Gnappa* e Zecca* indecise su quale destinazione scegliere per quell'estate, decisero di non allontanarsi troppo per via del terribile corso che stava seguendo Zecca*. Dovete sapere che sia Zecca* che Gnappa*, conosciutesi ai tempi della scuola, sono entrambe maestre.
Le due gnome scelsero questo mestiere pensando che la "scuola" fosse ancora come un tempo con degli gnometti educati e timorosi. Invece le due nostre piccole amiche dovettero ricredersi molto presto.
Ciò che trovarono fu alquanto sconcertante : gnometti sfacciati e maliziosi, attaccabrighe, viziati A Gnappa* la cosa risultò ancora più chiara quando uno dei suo piccoli alunni un giorno la inviò in un paese a lei sconosciuto ... e un altro le riempì la sua automobilina di sfavillanti righe e piccoli crateri realizzati con sassi e strumenti non meglio identificati. Quale terribile errore avevano commesso??? Era forse una scelta avventata??? Quell’ anno per l'appunto Zecca* doveva seguire un corso, ribattezzato "il terribile" per poter finalmente ottenere un foglio che le riconoscesse il titolo di "maestra". Funziona infatti così : non si è maestre con un diploma da maestra e 10 anni di servizio, si è maestre dopo aver perso un anno di tempo e centinaia di monete per conseguire un pezzetto di carta . Questo fu il gran consiglio degli gnomi a deciderlo. Cosi è e così sarà. O forse sarà peggio! Ad ogni modo quell' anno decisero di recarsi a Pesaro, ridente cittadina affacciata sul mare, nel cuore delle Marche nostrane. Giunte su monorotaia a Pesaro, Gnappa* e Zecca* non persero tempo e si dedicarono subito all'esplorazione del posto. Cripte, chiese, scorci mozzafiato furono le prime piacevoli novità, senza peraltro dimenticare la famosa e onnipresente Palla di Pomodoro: un'enorme palla color oro meta di turisti e simbolo della città. Nei primi giorni visitarono l'incantevole Urbino, con le sue strade a saliscendi, il piccolo borgo di Gradara, con le sue mura, il castello e un piccolo museo delle torture. Queste prime scoperte furono accompagnate da un sole caldo ma piacevole e da specialità culinarie degne di nota. Zecca* infatti gongolava ad ogni piatto, indecisa su quale prelibatezza assaggiare. Un giorno decisero di recarsi a San Marino. Gnappa* chiese indicazioni ad uno gnomo autoctono, convinta che ne sapesse più di lei. Mai scelta fu più sbagliata. Il buon gnomo indicò loro di recarsi a Riccione, da lì a San Marino. Cosi fecero; giunte a Riccione, un altro buon gnomo spiegò loro che la strada più breve era da Rimini e non da Riccione. Quindi presero un altro bus per Rimini. Questo bus Il viaggio durò così più del previsto e fu oltremodo colorito. All'ultima fermata, non poteva che essere l'ultima ovviamente, presero l'ennesimo bus. In pratica impiegarono tutta la mattinata e sbarcarono nella piccola Repubblica a mezzogiorno inoltrato e con una grande incazzatura equamente suddivisa. Per chi non è mai stato a San Marino si raccomanda caldamente di non indossare infradito, infatti il luogo è tutto in salita ( e quindi poi in discesa!) e questo tipo di calzature non è per niente adatto per chi decide di salire fino all'ultima torre di Guardia! Fosse stato per Gnappa* la 1' sarebbe già stata più che sufficiente, ma a Zecca*, gnoma dagli insaziabili appetiti non solo culinari ma anche culturali, non bastava pertanto salirono fino all'ultima ed una volta fotografatala scesero per il lungo tragitto verso la locanda pesarese. Il giorno successivo decisero di rimanere a Pesaro per visitarne ogni più sperduto angolo e considerato che il sole andava e veniva scesero persino in spiaggia per una lunga passeggiata. Pesaro è una piccola città, ma nasconde tanti piccoli tesori : il palazzo Ducale, il Conservatorio Rossini, gli Orti Giuli e una grande Rocca (perennemente chiusa) .
Gnappa* e Zecca* si sbizzarrirono persino in un piccolo parco giochi dove tra altalene Senza contare la puntatina di nuovo alla spiaggia in cui avrebbero riperso nuovamente la faccia se non fosse che in giro non c'era un'anima per via del tempo. ( persino i gabbiani scapparono sconvolti ) Il 5' giorno Gnappa* e Zecca* lo attendevano con ansia crescente. Dovete infatti sapere che la nostra gnoma Gnappa*, grande appassionata di internet, aveva proposto all'amica una gita alle Grotte di Frasassi, ma non la classica visita turistica. Per carità! Non sia mai! Bensì il percorso speleologico... insomma quello in cui muniti di tuta, elmetto, stivali di gomma, guanti e una buona dose di coraggio ( o incoscienza dipende dai punti di vista ) ci si immerge in cunicoli e burroni a cuor leggero. Svegliatesi all'alba per prendere il treno incapparono nel primo ostacolo della giornata. La locanda, data l'ora, era ancora chiusa a chiave e l’orco custode dormiva rumorosamente e insensibile ai richiami delle due amiche. Superato il primo intoppo arrivarono a Genga San Vittore nei tempi stabiliti. La prenotazione per il girone dantesco però era nel pomeriggio quindi si misero in marcia per visitare i dintorni. Che spettacolo! Sorgenti sulfuree immerse nel verde, la splendida Abbazia di S.Vittore delle Chiuse risultò uno spettacolo nello spettacolo. Il tutto circondato da montagne, un verde da cartolina e aria fresca e cristallina . Nel pomeriggio, dopo un luculliano pasto a base di cinghiale alla cacciatora per Zecca* e manzo con funghi memorabili per Gnappa* s'incamminarono
Lì attesero che arrivassero anche gli altri componenti del gruppo. Infatti questi tour erano organizzati in gruppi di 20 gnomi circa, con alcuni speleologici al seguito a controllare ed a indicare la "strada"( termine non adatto ma tant'è ). Questi fornirono tutti gli gnomi presenti di una tuta, un elmetto dotato di luce regolabile, stivali e tanti Auguri. A Zecca* capitò il tutone giallo canarino abbinato agli stivali bianchi (pertanto modello banana) , a Gnappa* il tutone rosso fuoco con stivali scuri ( modello Gabibbo) . Viste così sembravano nientemeno che Cip e Ciop. Ma il bello venne quando dovettero passare così abbigliate davanti a tutti i turisti vestiti normalmente che sghignazzando indicavano ora uno ora un altro dei malcapitati "speleologi in erba ed in apprensione". La simpatica guida del tour spiegò loro le regole base e come frase d'apertura scelse " io sono Gianni, diamoci del TU, perché quando si rischia la vita non servono le formalità". Gnappa* agghiacciò guardando Zecca* e sperando che lo speleologo stesse scherzando. Zecca* impallidì guardando Gnappa* e maledicendo il giorno in cui aveva acconsentito. Il bello, o il brutto, è che non stava per niente scherzando. Cominciarono ad addentrarsi in stretti cunicoli e gallerie circondate da stalattiti e stalagmiti a cui si aggrapparono per aver salva la vita. Il percorso era immerso nel buio, se non per la piccola luce che ogni elmetto forniva, scivoloso vista la sua composizione e molte volte anche pericoloso considerate le profondità ai lati delle strettoie. Gnappa* sperava fosse uno scherzo di Candid Camera, Zecca* ormai sotto shock non parlava più, tutta concentrata com'era a salvarsi la pelle. Le guide seguivano i coraggiosi esploratori passo passo ma la paura di scivolare in una voragine, di ignota profondità visto il buio fitto, era comunque tanta. Giunti in un'enorme “sala” si fermarono qualche minuto, spensero tutte le luci degli elmetti e stettero ad ascoltare inghiottiti dal nero più nero del nero. Il silenzio era rotto soltanto dal continuo gocciolare dell'acqua. Dopo questa breve sosta ripresero il loro cammino risalendo le diverse sale, da Gnappa* ribattezzate i "gironi". Una volta completato il giro riconsegnarono l'attrezzatura, ormai di color marrone, e si avviarono verso la stazione. Il tutto era durato 3 ORE. A Gnappa* e Zecca* però sembrava fossero passati pochi minuti. Sarà che quando si rischia la vita il tempo passa in un lampo? Quando l'adrenalina entra in circolo scopri capacità che non sapevi d'avere. Fare quel percorso mise a dura prova le due piccole amiche ma fece anche loro scoprire abilità sconosciute e un coraggio che non sapevano di possedere. Correndo soddisfatte di essere vive arrivarono in stazione e nonostante il piccolo intoppo del loro treno scomparso non se la presero più di tanto e aspettarono il 1' che passava e ci salirono ignorandone la destinazione. Nonostante tutto arrivarono alla locanda sane e salve, Gnappa* si scusò persino con il custode per lo strillo militaresco formulato quel mattino. Nei giorni rimanenti gironzolarono ancora per Pesaro e dintorni, senza allontanarsi più dalla città a causa del tempo tramutatosi in pioggia. In ogni momento della giornata avevano entrambe negli occhi quell'incredibile avventura. Zecca* l’aveva persino sul corpo in forma di grossi lividi dovuti agli stretti passaggi in cui bisognava strisciare. Ancora oggi le due piccole gnome ricordano quella vacanza come quella delle "grotte"... ma dopotutto come dar loro torto? Non avevano mai provato nulla di paragonabile e siatene certi, perché Gnappa* e Zecca* lo sono, non la dimenticheranno mai !!!
August 09 Gnappa* e Zecca* sbarcano a Parigi![]() ![]()
Dovete sapere che Gnappa* e Zecca* di viaggi ne hanno fatti tantissimi... e se avrete pazienza, potrete conoscerli tutti… Però li troverete narrati a caso, senza mantenere l’ordine temporale… così per vezzo… L’avventura che qui sotto è descritta, fu vissuta in terra straniera…
GNAPPA* E ZECCA* ALLA CONQUISTA DI PARIGI (ovvero dimagrire a Parigi…)
Parigi…la Ville Lumierè …(la patria del cibo
raffinato Ebbene sì, a dispetto della forma, Zecca* è davvero una buongustaia, adora il cibo e soprattutto “assaggiare” i posti che visita. Gnappa* non riesce mai a capacitarsi della cosa: possibile che Zecca* riesca sempre a finire TUTTO quello che ha nel piatto quando lei a metà è già piena???? Dove la metterà tutta quella roba???? MISTERO… Ma il viaggio doveva ancora cominciare… Prima tappa drastica (per Gnappa* lo è ancora oggi)…il volo! Che poi puntualmente fila liscio come l’olio, tranne per l’inspiegabile fatto che a Gnappa* e a Zecca*, con qualsiasi compagnia volino, non offrano mai NULLA di NULLA!!! Altro MISTERO…
Atterraggio perfetto, DOVE CAVOLO SIAMO??!!?? Si chiesero le due gnome allo sbarco, ma il bello doveva ancora venire… Per prima cosa, Gnappa* cominciò a suonare ( altro fatto inspiegabile: ovunque vada, la povera gnoma suona sempre al metaldetector, anche vestita di sola carta!!!!!). Alla fine la costrinsero a togliere le scarpe (che poi toglierà a più riprese anche durante il suo soggiorno parigino, sconvolgendo la povera Zecca*…) e ad “appartarsi” per essere perquisita meglio…
Recuperate le valigine si incamminarono in direzione bus: il francese delle due lasciava MOLTO a desiderare, (alla faccia di che si illude che 5 anni di scuola possano bastare…Gnappa* pure 7…). Dopo aver chiesto informazioni perfino ad un palo della luce,
riuscirono ad azzeccare il bus giusto e ad arrivare a Parigi. Nel frattempo si era fatto buio e Zecca* cominciava a dare segni di squilibrio…(dovete sapere che Zecca* è affetta dalla cosiddetta “sindrome da smarrimento” a causa della quale stacca letteralmente il cervello e perde il controllo… Gnappa* dal canto suo risente di quella che in gergo viene chiamata “orientamento zero” che la porta a cancellare automaticamente le strade appena percorse, con risultati davvero esilaranti…). Date le premesse potete già prevedere quello che successe: Zecca*, in preda al delirio, cominciò a trascinare follemente la valigia su e giù dai treni della metrò, mentre Gnappa* le arrancava faticosamente dietro… Ad un certo punto, arresa all’evidenza, a Zecca* non rimase che inveire furiosamente contro ogni cosa che si muoveva. Uno gnomo spagnolo di passaggio
(occhio, è una costante), non si sa bene se impietosito dalla scena o se preoccupato per la sua incolumità, si offrì di aiutare le due povere malcapitate, che, poco prima della mezzanotte, riuscirono ad arrivare alla locanda. Primo pensiero: la cena… Alle due gnome, provate dal difficile viaggio, non restò che cenare a pochi passi dalla locanda. “Bene”, pensarono, “ci rifaremo col cibo!”. una “Croque monsieur” e una “omelette” si vous plait… Nomi così altisonanti non potevano che accompagnare cibi favolosi! NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO… Alla vista di un toast Zecca* pensò di morire; Gnappa, dal canto suo, non riuscì nemmeno a commentare la sua frittatina verde: cominciamo bene fu il loro unico pensiero… La mattina seguente, affamate e confuse, le due gnome si lanciarono in visite a chiese, monumenti e musei, facendo loro la ormai celebre frase “VEDIAMO IL VEDIBILE” ( che in un viaggio precedente regalò loro il sesto dito)….. Posti bellissimi, in tutti i sensi, alcuni “assaggi” li potete ammirare fra le fotografie che scorrono in questo spaces, alla voce “Parigi”( quelli culinari, invece, è meglio che li evitiate come la peste!!!!) ………..
La locanda delle due gnome era situata non lontano da Montmartre: “Che bello!!!” penserete, peccato che, per raggiungere qualsiasi luogo, le due dovessero arrancare senza posa lungo centinaia di micro e macro scalini… Così facendo scoprirono il VERO significato del nome della chiesa del “Sacre Coeur”: devi raccomandare il cuore ( e pure tutto il resto) a Dio se vuoi vedere cosa c’è alla fine delle scale !!! Nel quartiere degli artisti tutti sono pronti ad immortalare il turista malcapitato in un ritratto fatto su ogni materiale
possibile e immaginabile, che della loro faccia ne hanno già abbastanza, cominciarono uno zig-zag furioso fra i cavalletti per evitare la cosa, cosicché, verso mezzogiorno, vennero colte dai morsi della fame… Primo grande dilemma:”Pollo o piccione???” Eccole giunte al primo pranzo: le due gnome non sapevano ancora che la qualità del cibo fosse inversamente proporzionale alle bellezze artistiche, quindi si lanciarono nella scelta dei cibi più particolari: naturalmente Zecca* volle provare quelli che, a suo dire, rispecchiassero la città; ordinò quindi i cosiddetti piatti tipici.
Il primo di questi fu “le poulet parisien”… Già salivava al pensiero quando, dal nulla, si materializzò un enorme troll-cuoco con in mano un minuscolo piattino sul quale era deposto un altrettanto minuscolo poulet… Intorno alla carcassa erano disposte minuscole patatine ustionate… Ai piedi del tavolo passeggiava il doppio del pranzo di Zecca*, forse era la vedova del povero pasto venuta a dargli l’estremo saluto… Le due viaggiatrici allora pensarono bene di consolarsi visitando la città. Praticamente in una giornata ne videro più della metà! La Madelaine, Place de la Concorde, Palais de l’Assemblè National,l’Obelisque , le Grand e le Petite Palais, gli innumerevoli ponti, la Senna, le Giardins des Tuileries, l’ Arc de Carroussel,…Arrivò l’ora della cena: ormai piagata dal tarlo della curiosità ordinarono una baguette con jambon: la bontà della baguette
fu guastata da un mezzo panetto di burro a tradimento nella parte alta e nascosta del panino… Il Louvre Se si va a Parigi, una delle tappe obbligate è la visita al Louvre. Qui Gnappa* e Zecca* (ma soprattutto Gnappa*, ribattezzata “grilletto facile” Fotografarono praticamente ogni cosa immobile presente nel museo. Tanto che, alla fine, Zecca* rinunciò alle pause di riposo per evitare di essere fotografata continuamente. Ormai stanche dal continuo girare e stremate dalla fame
cedettero di nuovo ai panini parigini. Stavolta con BURRO e verdure: 18 euro in due. Decisero che il giorno seguente avrebbero visitato la Tour Eiffel, che però, probabilmente, non era ancora pronta al loro arrivo; infatti la sera stessa prese fuoco l’ultimo piano e quindi le due gnome pensarono bene di rimandare la cosa. Dirottarono allora i loro piani verso un altro museo… Il museo d’ Orsay Seconda tappa fu allora il museo sorto all’interno della vecchia stazione. Qui Zecca* poté ammirare estasiata i quadri del suo pittore preferito
rassodò più che mai i suoi muscoli del collo scuotendo a più riprese la testa davanti alle opere astratte, delle quali non sopporta quasi la vista (infatti se volete farle strabuzzare gli occhioni, basta che le nominiate Mirò… Provare per credere!!!!). Anche qui il momento del pranzo fu una vera catastrofe. MAI, dico MAI, andare a Parigi e ordinare la zuppa del giorno. Ma questo la povera Zecca* non poteva saperlo, così la ordinò e quando le fu portata una tazza con dentro dell’acquetta rossastra nella quale navigavano placidi dei piccoli rametti verdi, quasi le vennero le lacrime! Gnappa*, dal canto suo, davanti alla sua insalata digrignò la bocca in un sorriso talmente stirato
che quello del Joker In preda alle allucinazioni da fame le due gnome terminarono la giornata visitando l’Ilè de la citè, la Saint Chapelle e quant’altro si parava loro davanti agli occhi. Finché giunsero a Notre Dame, che riuscirono a visitare dopo circa tre ore di fila!
Videro anche Gargoylles come avessero fatto quelle povere “bestiole” a ridursi così… Dopo una settimana di pasti lì, ecco il risultato!!!! La sera, ormai fuori controllo, decisero di visitare S. Germaine e
di cenare lì. Gnappa* optò per della pasta al sugo mentre Zecca*, pensando forse al suicidio, ordinò un risotto allo scoglio che altri non era che un piatto di cozze con un pugno di riso. La tour Eiffel “Almeno la torre la voglio vedere!!!” Così, stressata dalle insistenze di Zecca* (che, credetemi, quando si fissa cava la pelle di dosso…) Gnappa* decise che l’indomani sarebbero andate alla torre.
La mattina seguente, di buon’ora, le due gnome partirono alla volta della Tour Eiffel, che visitarono fin sulla cima, stipate come sardine nei grossi ascensori. Come avrete già capito l’ora del pranzo era diventata un vero incubo:
le due poverette si buttarono sull’insalata, che risultò anche buona, non fosse che, sul finire, Zecca* (ormai martire della fame) scoprì, disteso e felice sotto l’ultima foglia di insalata, un bell’insettone che la guardò come a dirle “Mbè, che vuoi??! La gnoma diede in escandescenza in franco-prussiano, scavando nella sua memoria scolastica in cerca di una qualche parolona d’effetto che la aiutasse a dare un senso alla sua furia, ma l’unica risposta che ricevette, in perfetto italiano, fu che l’ospite era appena caduto dal soffitto… Peccato che le due gnome stessero pranzando all’aperto!!! Bloccate le ostilità, inutili e vane, le due decisero di abbandonare il campo di battaglia e andare a passeggiare per Les Champs Eliseè. Fra un piatto di gnocchi da combattimento, tanto duri da poter essere usati come arma,
ed una pizza arrivarono per le gnome gli ultimi giorni di viaggio:
visitarono Versailles, in una giornata piovosa all’inverno inglese!!! A metà giornata erano ormai zuppe fino all’osso e per rincarare la dose , nei giardini vennero azionate anche le fontane alle due gnome pareva di stare in piena tempesta! Bersagliate da ogni fronte, mangiarono tanto di quel freddo che a fine giornata, se strizzate, potevano benissimo riempire la Senna!!! L’ultimo luogo visitato fu il Campo Santo di Perè Lachaise, nel quale le due gnome, ormai divenute impermeabili, girarono indisturbate per una sana giornata. Tornarono infine a casa, con un chilo di fotografie in più e qualche chilo di meno!!! Zecca*, dato che al ritorno di chili lei ne aveva persi ben due, ancora oggi consiglia: “vuoi perdere peso e restare in forma??! Prenota una bella settimana a Parigi, la capitale della fame nera!!! ”.
July 30 Le mirabolanti avventure di G* e Z*Le mirabolanti avventure di G* e Z*
Vivevano in un remoto bosco padano due gnome: Gnappa* e Zecca*, di grande classe e simpatia di nome e di fatto. Tra i loro più grandi interessi c'erano i viaggi che esse amavano intraprendere senza null'altro che se stesse e le loro minuscole valigie cariche di ogni elemento contenuto nei loro armadi. Nell'anno corrente Gnappa e Zecca partirono alla volta di Malta. Appena sbarcate G* e Z* notarono un certo calore sospetto... possibile mai che ci sia tanto caldo in un'isoletta sperduta nel Mediterraneo e battuta su ogni fronte dai venti? Ma tennero per se i loro commenti... La prima disavventura la ebbero di lì a poco, infatti dovevano recarsi alla locanda... ma come? Il problema fu presto risolto con la vista degli innumerevoli bus arancioni, tipici della zona. Appena salite furono accolte in lingua autoctona da un orco che inveendo contro di loro riuscì a spillare più quattrini di quanto prevedesse il tragitto. Il viaggio si preannunciava difficile! Ma le nostre due gnome,ormai avvezze alle brutture del mondo, non si scoraggiarono! Nei primi giorni visitarono cimiteri sotterranei, città silenziose,palazzi maestosi ma dal torbido passato ed antichi galeoni. Il caldo era sempre più opprimente e destabilizzante, mai prima d'ora si erano imbattute in un'afa tanto pressante! Ma munite di copricapi e paraocchi volteggiarono comunque tra reperti preistorici e città cotte dal sole, chiedendosi sempre più spesso come fosse possibile che in tutta l'isola non ci fosse un filo d'ombra. Era forse bandita? Esiliata? Questi interrogativi non trovarono mai risposta. E che dire dei colori? Dovete sapere,miei cari gnomi, che Malta è monocromatica! L'unico colore che vive sull'isola (oltre all'azzurro del cielo e del mare ma quello non lo possono cambiare) è il marrone,marroncino,beige,color terra,color mattone... e via di questo passo nelle sue infinite sfumature. Un'isola brulla,cotta,sfatta per l'immenso calore... e del tutto marrùùùùùùùù! (Qui Zecca riderà lo so). E si che le due gnome erano abituate a ben altro nella loro verde e colorata terra! Nei giorni successivi Gnappa* e Zecca* si lanciarono su battelli e bagnarole, videro altri siti preistorici e via mare delle superbe grotte scavate nella roccia. Ma tutto questo a Zecca* non bastava più...così trovò un'isoletta, di soli 4 abitanti (sicuramente dei folli irrecuperabili) e decise che ci sarebbero andate,a qualsiasi costo! Presero una scialuppa e partirono alla volta di Comino, questo il nome della desertica terra e lì... il Paradiso all'Improvviso! Un'acqua dai mille colori che piacquero persino a Gnappa* che è risaputo non ama il mare! Splendido,sublime,meraviglioso...ect,ect. Ma...e qui c'è un MA a Zecca* tutto questo di nuovo non bastava. Vide in lontananza una piccola torre, resa piccola solo dall'enorme distanza e decise che doveva ASSOLUTAMENTE vederla. Per raggiungere l'isolata costruzione (nonchè unica tolto il bagno) camminarono per ore tra sassi,rocce,erbaccia secca sotto l'immancabile rabattone (sole cocente). Giunte sul posto a Gnappa* mancavano del tutto le forze, Zecca* al contrario raggiungeva la pace dei sensi(per quel giorno). Dopo averla esplorata a lungo decisero di ritornare, ma alle loro spalle si materializzò uno gnomo spagnolo (che si sa è la razza peggiore tra gli gnomi considerato quanto sono ciarlieri) e armate solo delle loro minuscole infradito percorsero l'esorbitante tragitto in un batter d'occhio, con lo gnomo smutandato sempre alle spalle nel più assoluto deserto! Ma le gnome ebbero la meglio e s'imbarcarono senza danni (a parte un mignolo viola che si ritrovò il giorno dopo Gnappa* senza che se ne fosse resa conto). I giorni maltesi trascorsero rapidi, con gli orchi dei bus sempre più dispotici e incrudeliti dalla calura, ma a dispetto di questo le serate erano fresche e rilassanti.. Anche qui le gnome si sbizzarrirono :una sera al piccolo porto, un'altra per giardini pensili a rotta di collo sul mare e così via. Una sera Zecca* ebbe anche un battibecco con un'imposta, il loro scontro risuonò per l'isola intera, ma l'immancabile aplomb inglese di Zecca* fece si che la cosa non ebbe seguito... (ma Gnappa* sa che potrà ricattarla a vita con questa cosa ...e anche Zecca*lo sa...o se lo sa!!!) L'ultimo giorno Gnappa* e Zecca* ebbero una disputa su come passarlo, alla fine vinse Zecca* e s'introdussero in un luogo ameno sotto la dura terra, munite di un orinale per proteggersi il capo che altrimenti si sarebbe aperto come un'anguria al primo colpo e infine guidate dall'innato senso dell'orientamento di Gnappa* riuscirono a trovare l'uscita.(nrap!!!) Le vacanze erano finite e le due piccole gnome tornarono alle loro rispettive casette ma non senza aver fotografato il fotografabile! Di questa vacanza rimarrà loro un "caldo" ricordo della terra, un "pepato" sapore dei cibi, un singolare "terrore" per qualsivoglia bus di ogni forma e colore ma anche il "chiasso" delle loro risate!!! Gnappa* e Zecca* vi aspettano per un'altra avventura!!! Scritta da Gnappa* ![]() ![]() |
|
||||||||||||
|
|